Mese: dicembre 2009

Il deserto dei Tartari

27 dicembre 2009

Una pila di libri comprati o presi in prestito, parlano del Niger, dei migranti, dell’Africa, dei touareg; un’altra pila e sono quelli già letti. In mezzo, perennemente acceso, con aperte mappe, il corso di francese, schemi, informazioni, contatti, foto e racconti di viaggio, è il mio computer, per me rassicurante e utile focolare. Così trascorrono i giorni, in quest’attesa indefinita del momento in cui il visto, come ascia a recidere l’ormeggio, finalmente arriverà. È il mio Deserto dei Tartari, materializzato in uno stato di sospensione che mi concede lo spazio e il tempo per documentarmi di più e meglio, su ciò che -spero presto- vivrò in presa diretta.

Auspico una svolta.

- tenente Drogo

…E il niger resta lontano (per ora)

25 dicembre 2009

Eppure tutto sembrava essere pronto. Tutte le cose quasi indispensabili, quelle molto utili, quelle che è meglio portare, quelle che potrebbero servire e quelle che non si sa mai… si, proprio nulla avevo dimenticato di procurarmi, l’elenco dell’effimero era completo e tutto era stato acquistato, pronto lì sul mio tavolo, per finire in borsa. Mancava solo qualcosa, di fondamentale.

E così, senza il visto dell’ambasciata, niente Niger.

Già, perché stavo preparandomi al viaggio più incredibile, un viaggio proprio da Indiana Jones, che appena giunto all’aeroporto di Niamey -la capitale- avrei comprato anche frusta e cappello. Un viaggio preparato lungamente, per conoscere l’universo parallelo della povertà, della desertificazione, della disperazione e dell’esodo biblico. L’esodo di quelle folle disperati che dal nostro stesso meridiano, soltanto più vicino all’equatore dove il caldo è il primo nemico, cercano ogni via per raggiungere la loro salvezza più a nord, nei paesi del magreb (la cosiddetta “migrazione interna”), oppure in Europa.

Attratti dalla chimera di una vita migliore, dalla prospettiva di un lavoro “umile”, ma sufficiente a vivere e far vivere i propri cari lasciati nei luoghi d’origine.

Persone. Perseguitate, massacrate, maltrattate, sfruttate, dimenticate. Soltanto persone, di cui il mondo, nonostante le infinite possibilità di conoscere, non sa.

Ecco, volevo vedere con i miei occhi, perché poi altri vedessero, poiché dopo, forse, qualcuno in più potesse capire.

La partenza era prevista per il 23 dicembre, resto invece incastrato qui, in un natale che non mi appartiene, a contemplare la pioggia e decidere, finalmente, di inaugurare questo blog.

Su quel tavolo oltre all’effimero c’era certo, anche il necessario, due fotocamere professionali, una vecchia macchina a pellicola, una telecamera, registratori, batterie, unità di stoccaggio dati, minicomputer, ecc… Altro che Niger, sarei potuto andare sulla luna per qualche mese.

Sia chiaro, il viaggio è solamente rimandato, ‘ché i cretini rinunciano. Non i matti.