Categoria: Africa

The Malta Experience e il MIPP

25 agosto 2011

Non mi hanno rapito gli alieni, «ho solo avuto un po’ da fare». Non entro nei dettagli, ci tornerò un pezzo per volta, riprendendo le pagine di questo blog.

Malta

Comincio oggi, con il seminario svolto il 18 giugno scorso al MIPP, il Malta Institute of Professional Photography, con sede a Birkirkara, centro nevralgico dell’isola nel cuore del Mediterraneo. Un seminario che trae spunto dal viaggio dei migranti a cui avrei partecipato volentieri non poteva che tenersi lì, in quella che da sempre è la porta tra Europa e mondo arabo, tra islam e cristianesimo, tra oriente e occidente: l’isola di Malta. Scriverne era inevitabile, sebbene sia passato del tempo, anche perché tutto ha avuto inizio proprio dalle pagine di questo blog, dove il presidente del MIPP, Kevin Casha, mi aveva scritto commentando una foto. Così, in occasione del 15esimo anniversario, il MIPP organizza un seminario sul fotoreportage in aree di crisi, e volentieri accetto l’invito. Oltre che allo scopo di condividere la mia esperienza con una platea molto interessata, anche per cogliere l’opportunità di uno scambio di conoscenze, certo che avrei potuto conoscere persone appassionate e preparate.

Il Seminario

L’occasione è stata ghiotta anche per vedere i centri profughi presenti sull’isola, come quello di Hal Far, in un luogo ameno adiacente l’aeroporto (come sempre sono i aiti individuati per questo tipo di destinazione). L’altro invece non posso linkarlo, perché nell’ultima foto aerea di Google Maps non era ancora stato costruito. Sorge in un’area militare, le famiglie alloggiano in hangar senza finestre, ma ai single va anche peggio, sistemati in 16 o più dentro un container, con letti a castello su tre livelli: il più sfortunato, al terzo piano, non ha spazio sufficiente per sollevare la testa. Insomma un’occasione anche per capire da vicino come Malta stava vivendo la supposta emergenza migratoria di quelle settimane. A parte la situazione emergenziale dei campi allestiti in tutta fretta, credo che da questa piccola isola, con i suoi problemi e tutte le tensioni dovute al sovraffollamento congenito, e nonostante la gestione dei flussi giudicata insufficiente da alcuni operatori umanitari, abbia da insegnare all’Italia in termini di gestione e accoglienza dei migranti. Bisogna considerare che Malta è diventata il luogo dove ogni paese europeo può scaricare, per via della Convenzione di Dublino, i profughi di cui decide di liberarsi. E nonostante tutto, non si sentivano le urla di dolore e le patetiche lagne dei nostri governanti, quando arrivavano i barconi sulle loro coste.

Il seminario - dettaglio

Il MIPP invece è uno di quei posti che «ce ne dovrebbero stare di più». Un luogo dove incontrarsi per parlare e, soprattutto, fare fotografia, scambiandosi competenze e conoscenze. Ero andato per raccontare delle cose, ma sia dal punto di vista umano che professionale, alla fine andarci è stato utile a me. Il presidente, sulle cui capacità professionali non mi soffermo per l’ovvietà di ciò che potrei dire su chi presiede l’Istituto, è quello che poi ho scoperto essere il maltese-tipo: un concentrato di humor inglese e sarcasmo mediterraneo (mi veniva da dire “siciliano”. Ecco, l’ho detto). Gli altri amici (credo ormai di poterli chiamare così) non sono dissimili, un clima e un modo di parlare dei problemi profondamente disincantato e sarcastico, tipicamente mediterraneo. Sembrerebbe di essere con degli inglesi simpatici, se non fossero maltesi. Malta e il MIPP sono anche luogo di contaminazioni culturali, non mancavano infatti le presenze di “immigrati” continentali, da Polonia, Russia (bellissime immigrate…) e altri paesi, che trovano spazio nella piccola accogliente isola mediterranea, nonché nell’Istituto dei fotografi professionisti. Non mancavano neanche gli italiani, come quelli conosciuti alla prima del documentario sull’immigrazione presentato a La Valletta.

Vorrei ringraziare delle persone, e forse non è una cosa da blog, ma non posso non dire grazie a Kevin chi mi ha invitato, a Johann che mi ha ospitato, a chi mi ha aiutato a infilarmi nel campo profughi di Hal Far e a quanti mi hanno dedicato il loro tempo per farmi scoprire le bellezze dell’isola.

Grazie anche a Charles Mifsud, appassionato giornalista e fotografo. Voleva intervistarmi per il Sunday Times of Malta. Quella che doveva essere un’intervista è però diventata un’appassionata e lunga conversazione tra due giornalisti curiosi. Charles è uno di quei colleghi che entra nella storia in punta di piedi, senza voyeurismo, eppura scavando a fondo senza tralasciare dettagli che possono svelare filoni interessanti, chiedendo e ascoltando con la pazienza di uno psicoanalista. E ha un gran gusto per la fotografia, è stato un piacere ricevere le sue email e guardare il reportage sull’Aspromonte. Charles è uno di quei professionisti che ti fanno venire voglia di scoprire e conoscere. A seguire c’è l’intervista (qui in pdf), mentre questo è un video realizzato dagli amici del Mipp che ho pescato su Youtube.

L'intervista

Intervista Alle Falde del Kilimangiaro

11 aprile 2011

La parola che ricorre di più in questo blog è “finalmente”, è quella che uso ogni qualvolta mi accade di pubblicare qualcosa con estremo ritardo. Il che accade abbastanza spesso.
Così, “finalmente”, sono riucito a recuperare e a mettere online l’intervista fatta il 27 febbraio scorso su Rai Tre, alle Falde del Kilimangiaro.
Agli amici che avevano perso la puntata e me ne avevano chiesta la copia, avevo promesso che l’avrei messa su Youtube, ma avere il filmato è stato un romanzo a puntate. Il video pubblicato infatti è stato recuperato dalle teche Rai, come si può intuire dalla squallida scritta anni ’70 in sovrimpressione. A caval donato, però, non si guarda in bocca.
Chi aveva chiesto il video l’avrà ormai dimenticato (giustamente), ma se qualcuno lo ricordasse ancora, allora eccolo. Tuttosommato ascoltarlo non farebbe neanche male.
Da questo video ci si può indirizzare alla prima parte del servizio, quello con l’intervista a Win (non è il suo vero nome), un amico nigeriano che ha accettato di raccontare il televisione la sua allucinante storia. Non vi anticipo nulla, ma vi invito ad ascoltare le due interviste per farvi un’idea di cosa accade nel Sahara, a chi tenta di raggiungere l’Italia.

Torino, al Museo della Resistenza

31 marzo 2011

Peccato non aver avuto il tempo di scriverlo prima!

Sono in un bar di Torino, rivedo gli appunti che avevo preparato, perché alle 17.00 ci sarà un incontro al Museo della Resistenza, dove presenterò il mio lavoro e parlerò del tema del viaggio dei migranti, affrontando anche l’emergenza di questi giorni.

Allego il comunicato stampa:

GIOVEDI’ 31 MARZO 2011, ORE 17.00 SALA CONFERENZE

“Miraggio Europa”

Il reporter Lorenzo Di Pietro presenta il suo lavoro giornalistico realizzato nella regione di Agadez, in Niger, nel gennaio 2010. Un viaggio nel fenomeno migratorio africano.

Un appuntamento importante per capire meglio il tema delle migrazioni, accennando anche alle ragioni che spingono a emigrare, compresi i meccanismi sociali e familiari.

L’incontro con Lorenzo Di Pietro sarà anche l’occasione per descrivere lo scenario politico dell’area, ivi compreso il ruolo della Libia, e servirà a spiegare in cosa consiste la migrazione, il viaggio, quali sono i rischi, come vivono i migranti, la tratta.

Cosa è cambiato con i respingimenti tra il 2009 e il 2010? E cosa accade ora con la crisi in Nord Africa?

Il tutto arricchito dai materiali fotografici e video prodotti dallo stesso Di Pietro.

Per maggiori informazioni sul lavoro di Lorenzo Di Pietro: http://www.lorenzodipietro.it

INGRESSO LIBERO

Informazioni
Tel. 011 4361433 – info@museodiffusotorino.it – www.museodiffusotorino.it

Ufficio stampa
Carlo Griseri | e-mail: turin-earth@museodiffusotorino.it | tel. 011 4363470 – mob. 348 0364514

Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione,

della Guerra, dei Diritti e della Libertà

corso Valdocco 4/a, Torino

“Miraggio Europa” ha ottenuto il patrocinio dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR) – Ufficio per l’Italia

3 marzo 2011

Patrocinio UNHCR - Ufficio per l'Italia

Cosa altro aggiungere? Era passato molto tempo dalla mia richiesta, ma per una volta l’attesa ha meritato di essere vissuta giorno per giorno. Anche perché, con quello che sta accadendo in queste settimane (e di cui mi riprometto di scrivere non appena avrò un attimo di tempo), l’Unhcr aveva certamente ben altro da fare che guardare le mie fotografie.

Ma poi il prezioso riconoscimento è arrivato. Prezioso perché dà valore a un lavoro nel quale credo e in cui ho profuso tutte le mie energie.

Per essere esatto, l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati – Ufficio per l’Italia, ha conferito il patrocinio alla mostra che si terrà presso la Fortezza da Basso, a Firenze, nell’ambito di Terra Futura, l’importante fiera che si tiene annualmente, e che quest’anno si terrà dal 20 al 22 maggio. Si prevedono più di 100.000 visitatori, un’occasione importante per accendere la luce sul tema dei rifugiati.