Miraggio Europa. Cos’è

Inaugurata martedì 21 settembre 2010 al Parlamento Europeo di Strasburgo, durante la settimana dell’assemblea plenaria, la mostra è composta da 34 fotografe, scattate nel gennaio 2010 sulla rotta sahariana verso la Libia, che ricostruiscono la tratta dei migranti africani verso l’Europa e il viaggio a ritroso di coloro che sono stati respinti.

La sequenza narrativa inizia mostrando le condizioni di vita ai margini delle città africane, dove in capanne senza acqua né servizi, vivono coloro che la desertifcazione ha cacciato dalle zone rurali ormai aride. È il primo stadio della migrazione. La narrazione prosegue quindi con l’inizio del viaggio, con un momento di preghiera alla stazione dei pullman. Prosegue con il viaggio attraverso il Sahel, infestato dai banditi, che costringono i mezzi a muoversi scortati. L’arrivo nella città di Agadez, un tempo meta turistica e di pellegrinaggio religioso, oggi nodo dello sfruttamento delle migrazioni. Qui la sequenza fotografca si sviluppa, spiegando con ampie didascalie i meccanismi dello sfruttamento, dell’induzione alla prostituzione e l’estorsione del denaro da parte dei militari, che all’ingresso della città consegnano i viaggiatori ai cockseur (i trafficanti). Dopo essere stati derubati, molti migranti resteranno per mesi in città, dove accetteranno ogni compromesso per poter mangiare e guadagnare il denaro necessario a pagare il cockseur, che procurerà loro il passaggio -a bordo di vecchi camion libici- verso l’oasi di Bilma, l’ultima tappa prima della Libia.

Le immagini raccontano la vita nei ghetti di fango e paglia dove i migranti vengono alloggiati dai cockseur, in attesa di proseguire il viaggio. Luoghi malsani senza acqua né servizi, crogiuolo di malattie. Qui le immagini si sofermano mostrando la vita quotidiana, come una cena a base di riso, consumata mangiando tutti da un’unica ciotola. Negli stessi luoghi, si incontrano i “respinti”, migranti di ritorno dalla Libia dopo mesi di detenzione nelle carceri, di cui raccontano le violenze subite. Intenti in un disperato viaggio a ritroso, per poi riprovare.

Le foto mostrano poi la preparazione dei camion, sui quali viaggiano insieme i migranti con il bestiame e le merci di contrabbando. Gli animali saranno il cibo durante la settimana di deserto che separa i viaggiatori dal confne libico. Vi sono infne le ultime foto, donate da un anonimo migrante in procinto di varcare il confne, che testimoniano il viaggio sui camion, fno al confne libico. Lì, dove il nostro occhio è costretto a fermarsi.

L’inchiesta, durata un mese, è stata pubblicata il 21 febbraio 2010 sul Fatto Quotidiano.

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