Primo premio al Canon Club Italia

25 dicembre 2010

First prize @ Canon Club Italy

Finalmente ho il tempo di scriverlo e condividere questa piccola soddisfazione. Non pensavo all’idea di partecipare con l’aspettativa o la speranza di vincere qualcosa, ma per la semplice voglia di provare, la curiosità di partecipare a un concorso fotografico, confrontarmi con dei bravi fotografi, avere dei pareri competenti, sinceri e spietati, come avviene quando c’è una giuria. Per vedere l’effetto che fa, come cantava Jannacci.

Il primo concorso nazionale, indetto dal Canon Club Italia, si è tenuto il 30 ottobre a Roseto degli Abruzzi, luogo che non avevo mai visto, pur essendovi legato per alcune mie lontane origini. Ero più emozionato per l’idea tornare da dove provengo, che per quella di poter davvero vincere un premio.

Evidentemente il ritorno alle origini ha portato bene, perché poi è accaduto che la mia foto è piaciuta molto, tanto che una giuria, composta da sei fotografi professionisti, ha deciso di assegnarmi il primo premio. Questa è la foto vincitrice:

È un negoziante touareg, ritratto fuori dalla sua bottega ad Agadez. Quel luogo è una delle cose più suggestive che mi era capitato di vedere. Vi si poteva acquistare di tutto, dalle coloratissime collane al dente di dinosauro, dalla rosa del deserto (lame di roccia sedimentaria intersecate concentricamente, a formare i petali di una rosa) alle bardature per cammelli.

In questa foto c’è tutto un mondo, quello del deserto e delle sue storie, la vita di quell’uomo, il fatalismo e la storia di tutta una generazione di vittime di vent’anni di una guerriglia che ha isolato turisticamente e commercialmente quella regione di straordinaria bellezza. Nei luoghi dove Bertolucci girò alcune scene del suo memorabile “Il tè nel Deserto”, oggi vivono solo coloro che resistono. Un luogo dove gli unici forestieri sono i migranti diretti verso l’Italia, o quelli che fanno ritorno dalla Libia, i respinti, coloro che non ce l’hanno fatta a fare il salto. E dove gli unici occidentali sono i tecnici delle miniere di uranio poco distanti.

Sono molto legato a questa foto, per il rapporto che avevo instaurato con il personaggio. Appena arrivato mi aveva fatto sedere, stava bevendo il tè con gli amici. Me l’ha offerto, si beveva tutti da un unico bicchiere, ma non potevo rifiutare. Tre bicchieri di tè, come vuole la tradizione touareg. Un tè alla menta straordinario.

E durante la premiazione mi era tornato alla bocca quel gusto di menta. Ed ero felice.

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